Continuiamo il ragionamento iniziato nel precedente articolo sul nostro sistema di equity control, concentrandoci su un paio di esempi e ricordando che le analisi sono fatte con Portfolio Builder, nel quale il nostro sistema di equity control è integrato.

BAC

Sistema L1 su BAC. Si tratta di una delle logiche che noi utilizziamo prevalentemente sul mercato italiano. E un sistema di brevissimo periodo che opera solo Long. Ci fermiamo volutamente al 2010 come storico in analisi.

E’ evidente che questa logica su questo specifico titolo è stata sempre disfunzionale. Non facciamoci ingannare pensando che BAC rispondesse alla logica contraria. Questa EQ, come tutte quelle che noi analizziamo è al netto dei costi. La discesa inesorabile è legata a questi ultimi e ribaltare la logica non porterebbe comunque ad un risultato positivo. L’average trade è comunque esiguo.

Di fatto però notiamo come in questo caso con il 2008 questo mercato sia improvvisamente mutato ed in modo inaspettato come spesso accade, perché qui parliamo di una logica LONG, che diventa improvvisamente sincrona con il mercato allo scoppiare della crisi.

Lanciamo ora il nostro equity control su tutto storico, fermandoci sempre al 2010.

Questo risultato è privo di senso. Stiamo chiedendo all’equity control di analizzare una curva disfunzionale e indicarci quando diventa sincrona con il mercato.

Non è progettato per fare questo, ma esattamente il contrario. Indicarci quando una curva che, in termini relativi, sale in modo lineare e costante smette di farlo in modo coerente con il passato.

Perché quello che noi vogliamo è un sistema di controllo poco invasivo, che ci costringa ad intervenire il meno possibile su base annuale.

Sempre fermandoci al 2010 isoliamo solo lo storico che catturato la nostra attenzione, ovvero il periodo 2008-2010

Ora, dimenticandoci la disfunzionalità storica della strategia e diciamo che, sulla base di questi dati consideriamo il sistema degno di essere messo a mercato, ricordo che stiamo ragionando sempre fino al 2010, senza sapere ancora nulla di quello che accede in seguito

Lo vediamo ora.

La nostra idea era sbagliata o meglio il mercato non si è comportato come ci aspettavamo. Non ci troviamo nella stessa condizione degli anni precedenti, ma i costi rendono comunque la strategia perdente.

Quella fase di sincronia di un paio d’anni era del tutto fortuita e se dal 2010 in poi avessimo attivato il sistema, questo è il risultato che avremo ottenuto ad oggi.

Applichiamo ora il sistema di equity control su questa porzione di storico.

Questo è il risultato corretto della gestione ed in questo caso estremamente efficace. Dal 2010 in poi lo avremmo sostanzialmente tradato nel periodo 2012-13, por poi avere indicazione di sistema spento fino ai giorni nostri.

Quello di BAC è un esempio a puro scopo esplicativo.

AAPL

Proviamo a ripetere il ragionamento su un titolo e un sistema che invece fanno parte del nostro trading attuale. Si tratta di una logica trend follower long di medio periodo che gira su TF a 15 minuti. Noi utilizziamo senza alcuna ottimizzazione e adattamento questa logica su molti sottostanti. Italiani , americani e futures, compreso AAPL che è un sottostante che tradiamo realmente ad oggi.

Vediamo prima di tutto la su equity, attingendo a tutto lo storico disponibile.

Sono sistemi che lavorano a capitale costante, senza reinvestimento degli utili. Negli esempi stiamo considerando lotti da 10.000 USD.

Quindi chiaramente non si possono fare paralleli tra la salita del sottostante in ottica di cassettista e l’andamento del sistema a capitale costante, senza reinvestimento degli utili quindi.

Non siamo in una situazione diversa da quanto visto su BAC, anche qui vediamo una logica che su questo specifico titolo, diventa sincrona con lo strumento a partire dalla fine dell 2004 in modo inequivocabile.

Come per BAC, lanciamo l’equity control su tutto lo storico disponibile.

Ancora una volta otteniamo una gestione priva di senso, come è normale che sia.

Tagliamo quindi anche in questo caso il periodo disfunzionale e in questo caso partiamo con lo storico dal 2005.

E anche questa volta applichiamo l’equity control in modo corretto.

Ad oggi quindi AAPL per noi è tradabile oggi e continuerà ad esserlo nel prossimo futuro e quindi inserita nei nostri portafogli 2021.

Dovrebbe essere emerso anche quello che è il nostro modus operandi generale. Noi abbiamo un set di nostre logiche che consideriamo ‘ataviche’.

Non le adattiamo o ottimizziamo sullo strumento. Prendiamo semplicemente atto dell’evidenza dei fatti. I mercati cambiano e di questo bisogna essere consapevoli, come del fatto che non è possibile costruire sistemi che si adattino da soli a questi mutamenti. Ma questo tema lo affronteremo più avanti.

Se qualche utente di Porfolio Builder passa da queste parti e vuole ulteriori chiarimenti o ha commenti su questo o il precedente articolo sul tema, non esiti a contattarmi o commentare.

Ribadisco comunque il concetto fondamentale. Questo sistema di EQ control ragiona in modo relativo sullo storico che gli viene fornito. Cambiare la finestra temporale di analisi, modifica i risultati ottenuti. Questo non è un errore. E’ parte integrante di questo sistema. Il settaggio della data di riferimento curva per curva, come negli esempi fatti, è un elemento fondamentale, senza il quale il sistema di controllo non assolve alla funzione desiderata.

Così come ci tengo a rimarcare che non necessariamente una indicazione di stacco nel sistema ci porta a spegnerlo realmente, ma é solo per noi una segnalazione che ci porta a delle riflessioni e eventualmente ad azioni sul portafoglio, secondo il contesto in essere.

Ci sono altri utilizzi comodi e utili di questo sistema, in particolare applicandolo su aggregazione di sistemi, cosa che Portfolio Builder consente di fare e che magari saranno oggetto di altri articoli futuri. Sempre basati sulla non necessità di settare parametri, caratteristica principale di questo sistema di controllo.

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Lo studio dei mercati è un cammino senza un punto di arrivo: l’ingenuità degli esordi si arricchisce, prima di consapevolezza e conoscenza, poi di confusione e complessità. Solo il ritorno alla semplicità degli inizi, impreziosita dall’esperienza vissuta, consente di proseguire il percorso, consapevoli di non poter sapere mai del tutto cosa sia giusto fare, ma con la certezza di aver capito cosa sia sbagliato.

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