Continuiamo i ragionamenti sulla leva finanziaria, che avevamo introdotto nel primo articolo.
Prima di vedere il comportamento successivo al momento costruzione del portafoglio, proviamo a porci alcune semplici domande.

Le domande sulla leva finanziaria

Con questo portafoglio, per il quale ho stimato un capitale operativo di 260.000, quale controvalore di sottostanti muovo realmente sul mercato? In altre parole, se la leva non esistesse, quanto dovrei avere sul conto per gestire questa operatività?
La risposta è 2.700.000 Euro.

Una leva finanziaria 1:10 quindi. Posso realisticamente ipotizzare di movimentare un simile controvalore, confidando unicamente su un back test, visto che i margini lo consentono? Ammesso e non concesso che i margini, per condizioni di mercato, non cambino sostanzialmente.

Ho stimato un massimo draw down “cautelativo” di 30.000 euro.
Quindi movimento quasi 3 milioni di euro sto considerando che, nella peggiore delle ipotesi, la massima escursione negativa di questa enorme mole di denaro non superi circa l’1%?
Sto immaginando uno scenario nel quale, non solo i sistemi singolarmente devono continuare a funzionare bene, ma devono anche mantenersi le correlazioni, che ho trovato a tentativi, perfettamente stabili. Ma potranno essere così stabili?


Un esempio. Ipotizziamo di avere 2 sistemi, non importa che logica abbiano di fondo, che io verifichi che storicamente si aiutano perfettamente. Uno di questi su future Crude Oil, con logiche intraday e uno sulla Soia, con approccio di medio periodo. Mi sono limitato a vedere che, nel passato, stanno bene insieme e quindi lo prendo per buono. Se non fosse stato cosi’ avrei tolto uno dei due probabilmente.

Ma non ci sono motivi sostanziali per questa sinergia? Se estendo questo ragionamento a tutto il portafoglio, non corro il rischio di trovare una lunga serie di correlazioni inesistenti? Non è una possibilità, è una certezza.

Considerazioni

Questo modo di procedere è spudorato overfitting di portafoglio, con perdita del controllo dei sottostanti movimentati, del rischio reale e produce rendimenti impossibili da replicare nella realtà.
Se possiamo considerare l’overfitting un peccato veniale su un singolo sistema, sulla composizione del portafoglio è un reato capitale.

Come si è comportato il portafoglio

E’ arrivato quindi il momento di vedere il comportamento del portafoglio di esempio dal 2019 in poi.

La leva finanziaria seconda puntata

Il draw down che si è generato è di circa 54.000 Euro, contro un massimo draw down storico che si attestava a soli 15.000.
E’ cosi’ sconvolgente? Non molto direi. 54.000 euro su un organismo che movimenta 2.700.000 euro di sottostanti sono ancora briciole.
Una perdita che non si è generata dalla rottura completa di qualche sistema, che magari speravo di gestire con qualche tecnica di equity control (sistemi di inibizione e attivazione in base all’andamento dei sistemi), ma da un generalizzato deterioramento della performance di tutti i sistemi o almeno la maggior parte, assieme alla perdita delle correlazioni.

In seguito, inizieremo a ragionare in un modo diverso. Partendo dalla tipologia di sistemi ed arrivando a come metterli insieme con criteri che non si limitino a creare dei frullati in base all’andamento nel passo.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su telegram
Telegram

Lo studio dei mercati è un cammino senza un punto di arrivo: l’ingenuità degli esordi si arricchisce, prima di consapevolezza e conoscenza, poi di confusione e complessità. Solo il ritorno alla semplicità degli inizi, impreziosita dall’esperienza vissuta, consente di proseguire il percorso, consapevoli di non poter sapere mai del tutto cosa sia giusto fare, ma con la certezza di aver capito cosa sia sbagliato.

POST RELATIVI

Lascia un commento