Quanto si guadagna con il trading sistematico è quello che chiunque si chiede, dopo essersi chiesto se funziona o meno.

Se è difficile definire funziona, ancora più complicato è discutere su rendimenti. Rischio e rendimento sono due facce della stessa medaglia (lo troverete scritto fino alla nausea in queste pagine), da questo non si può sfuggire. Nello sviluppo di logiche sistematiche è però facile perderlo di vista. Ancora più facile perdere il controllo della leva in campo.

Generalizzando e parlando del trading sistematico (ma del trading in generale) come un unico calderone è difficile quantificare il rendimento realistico.

ESEMPIO

Proviamo ad immaginare due traders, onesti e sinceri, disposti a dirci quando hanno guadagnato l’anno precedente.

Il Trader A ci dice che ha realizzato il 15%, il trader B invece ha guadagnato il 40%. Chi è stato più bravo?


Chiaro che la risposta spontanea è il Trader B, ma in realtà non è detto. La semplice performance in percentuale non ci dice molto. Quale il rischio corso non lo sappiamo. Non conosciamo gli strumenti e con quali leve hanno operato. Non sappiamo nemmeno cosa rappresenta per loro il capitale utilizzato. Non sono dettagli. Infine non sappiamo quanto questi rendimenti siano in linea con le loro aspettative.

Vediamo una ipotetica risposta più articolata.

Trader A (15% di profitto)
Opero su mercato azionario e futures, ho stimato un rischio massimo del 10% sul mio capitale, e ho una leva massima della mia strategia attorno a 2.5, opero con una porzione del mio capitale complessivo rilevante.

Trader B (40% di profitto)
Opero su mercato futures, ho stimato un rischio massimo del 10% del mio capitale, e ho una leva massima della mia strategia attorno a 10, opero con una porzione rilevante del mio capitale complessivo.

Considerazioni

Ora trovo che il trader A operi in modo ben impostato. Leva bassa, stima del rischio realistica. In ballo c’è un capitale rilevante, e la gestione del rischio prevale. Non si tratta di un trading spinto, ma di una via di mezzo tra il trading e l’investing.


Sul Trader B a questo punto mi sorgono molti dubbi.
Usa una leva estremamente alta ed ha ipotizzato un rischio che è evidentemente sottostimato rispetto ai sottostanti movimentati. Usa un capitale per lui rilevante. Non ci sono dubbi che gli sia andata bene. Ma che possa perpetuare questi risultati, senza che il reale rischio si palesi prima o poi è impensabile.


Basta cambiare alcune affermazioni del trader B per modificare sostanzialmente il giudizio sulla sua operatività.
Opero con un capitale molto piccolo rispetto alle mie disponibilità e sono consapevole che la stima del rischio che ho fatto non è realistica, ma mi è andata bene.

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Lo studio dei mercati è un cammino senza un punto di arrivo: l’ingenuità degli esordi si arricchisce, prima di consapevolezza e conoscenza, poi di confusione e complessità. Solo il ritorno alla semplicità degli inizi, impreziosita dall’esperienza vissuta, consente di proseguire il percorso, consapevoli di non poter sapere mai del tutto cosa sia giusto fare, ma con la certezza di aver capito cosa sia sbagliato.

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