Diciamoci subito le cose come stanno. Se per scrivere un trading system intendiamo prendere una serie storica e a forza di tentativi estrarre una equity line che sale in modo lineare e costante, non conosco qualcuno che non ne sia capace.

Il gioco è sempre lo stesso. Prendo una idea semplice e ottengo una curva che sale in modo disgraziato. Inizio ad inserire filtri e condizioni e, tentativo dopo tentativo, la curva si raddrizza. Magari ho fatto il bravo e mi sono tenuto un periodo Out of Sample, senza barare verifico che poi il sistema lì non funziona, butto via tutto e ricomincio da capo.

E dai e dai, alla fine un sistema che supera il periodo OOS lo trovo e mi dichiaro contento.

Provo allora a sottoporvi un esempio secondo il mio punto di vista di cosa ipoteticamente chiederei a due allievi che vogliono sviluppare trading systems. Siccome si tratta di fantasia, facciamo anche finta che io possa essere qualcuno che insegna 🙂

Chiedo a trader A e trader B di sviluppare 10 sistemi, su 10 sottostanti diversi. Devono lavorare esclusivamente su un periodo in sample da me assegnato e non possono possono barare sbirciando il periodo Out of Sample, sempre da me assegnato. Meglio se sono sottostanti che non conoscono, in modo da evitare il fitting inconsapevole che ormai si è radicato in loro, se hanno trafficato molto sui sottostanti sui quali devono sviluppare.

Non pongo vincoli particolari, ma solo delle metriche di tradabilita’ da rispettare. I due traders mi consegnano il loro lavoro.

Lanciando io il periodo Out of Sample, verifico che dei 20 sistemi totali, 8 mantengono performance abbastanza coerenti con il periodo dello sviluppo.

Ora sottopongo questi 8 sistemi alla vostra attenzione. 6 di questi hanno EQ tradabili ma ballerine e 2 di questi equity molto lineari e con parametri nettamente migliori.

Siete costretti a prendere uno di questi e attaccarlo domani mattina. Non avete informazioni tranne il fatto che tutti e 8 hanno superato la verifica OOS. Non sapete nemmeno quali sono del trader A e quali del trader B e sicuramente non sapete come li hanno sviluppati.

Certo potremmo aprire il codice e vedere cosa fanno esattamente, ma in questo esempio consideriamoli delle black box e limitarci ad analizzare le performance.

Con solo queste informazioni credo che la scelta naturale ricada su uno dei due migliori, giusto?

Bene ora vediamo di aggiungere alcune informazioni su come siamo arrivati a questi 8 sistemi dai 20 iniziali.

Il trader A si è presentato con 8 sistemi e non 10, dicendo che su due sottostanti non ha trovato nulla di interessante. Lavora con logiche semplici, pochi filtri e non si ostina a cercare per forza di costruire sistemi su ogni sottostante. Inoltre, non tutti i sistemi sono simmetrici. Si presenta con alcuni sistemi long, altri short e altri ancora long/short. Le curve sono sostanzialmente grezze e per essere messe a mercato richiedono una attenta analisi della size da impiegare. I rendimenti sono buoni ma non esaltanti.

Degli 8 sistemi che ha presentato in OSS, 6 producono equity lines con risultati coerenti con l’IS e due no. Cumulando l’OOS di tutti e otto i sistemi, compresi i 2 che non sono andati bene, la eq complessiva è positiva e comunque molto più regolare dei singoli sistemi (cosa per altro scontata quando si cumulano più sistemi).

Il trader A pensa. Sono stato bravo, ho creato 8 sistemi e in OOS, che non ho mai visto, tutto regge, nonostante due di questi abbiano performance negative e io sostanzialmente concordo con questa linea di pensiero.

Il Trader B si presenta con 10 sistemi in IS molto regolari, Draw Down molto bassi e rendimenti estremamente elevati.

In OOS scopriamo che solo 2 di questi sistemi producono risultati compatibili con l’IS, e ben otto producono risultati estremamente negativi. Se cumuliamo i risultati dei 10 sistemi, nonostante i due molto positivi, la cumulata è disastrosa.

Il trader B pensa. Beh su 10 sistemi, 8 sono andati male, ma 2 in OOS vanno come missili. Sono stato bravo, ho costruito due sistemi bomba e gli altri 8 se li dimentica. In questo caso lo pensa solo lui.

Ora con queste informazioni, che nelle equity line NON CI SONO, siete sicuri di non voler cambiare sistema, magari prendendone uno di quelli con DD più corposi e riducendo la size?

Ma la domanda vera è: siete sicuri di non assomigliare troppo al trader B, affetto da memoria selettiva che non contempla nemmeno la possibilità che, per i due sistemi che vanno in OOS, sia semplicemente frutto del caso e che essendo costruiti con le stesse logiche di quelli che si sono distrutti, il loro destino sia inevitabilmente di fare la stessa fine un pò più avanti nel tempo?

Il trader B non si aspettava una risultato come questo, ma decide di vedere il bicchiere mezzo pieno, ovvero concentrarsi sulla bontà dei due soli sistemi.

Invece il trader B secondo me, dovrebbe ripartire da capo con il suo approccio, iniziando un lungo percorso che porta a sacrificare notevole e costante all’altare della robustezza.

Un monito. Attenzione a sistemi che vi arrivano da terze parti. Non troverete mai nel codice e nel performance report tutte le informazioni per valutare un sistema o chi lo ha scritto.

Quindi ora possiamo dire che il trader B certamente perderà soldi e il trader A guadagnerà?

Ovviamente no, perché dove finisce il lavoro di sviluppo, inizia il mercato, che può cambiare pelle in qualsiasi momento e portare in perdita anche i sistemi del trader A, il quale dopo aver creato i suoi sistemi ha comunque problemi ancora maggiori da affrontare. E immaginiamo che non si limiti a togliere e mettere insieme sistemi fino a trovare la combinazione migliore nel passato. Questo un gioco al massacro che porta a fitting di portafoglio.

Ora quello che deve fare è:

  • Stimare correttamente il rischio dei suoi sistemi, in particolare se parliamo di futures storicamente non stazionari, index futures in primis.
  • Costruire un portafoglio con i corretti pesi e stimare il VERO e FONDAMENTALE rischio del portafoglio. Max DD storico X 2, mi dispiace tanto ma non basta.
  • Definire quali sistemi siano realmente non correlati e quali siano semplicemente correlazioni spurie.
  • Definire come pesare i sistemi.
  • Valutare che tipo di money management adottare.
  • E mille altre problematiche, non ultimo il mantenimento efficiente della struttura in real trading.

E comunque le più attente analisi di tutti questi aspetti non gli garantiranno il successo, se non in finestre temporali sempre troppo lunghe rispetto alle umane aspettative. E quest’anno per approcci sistematici non è certamente il paese di bengodi.

Questo, come sempre, solo il mio punto di vista.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su telegram
Telegram

Lo studio dei mercati è un cammino senza un punto di arrivo: l’ingenuità degli esordi si arricchisce, prima di consapevolezza e conoscenza, poi di confusione e complessità. Solo il ritorno alla semplicità degli inizi, impreziosita dall’esperienza vissuta, consente di proseguire il percorso, consapevoli di non poter sapere mai del tutto cosa sia giusto fare, ma con la certezza di aver capito cosa sia sbagliato.

POST RELATIVI

Un commento su “Siamo capaci di scrivere trading systems?”

  1. Articolo schietto e reale, come i sistemi che funzionano. Grazie per le Vostre testimonianze, che leggo sempre con estremo interesse, soprattutto perchè distanti dai soliti venditori di corsi e sistemi magici.

    Rispondi

Lascia un commento