Eccoci al secondo episodio del Trading Nightmare.

In realtà è un doppio episodio visto che non abbiamo fatto in tempo a scrivere l’articolo sul primo stop loss che ne è arrivato subito un altro, peraltro sempre con lo stesso trading system.

Questo trading nightmare è per stomaci forti, in confronto il primo episodio è una favola per bambini.

L’imputato

L’algoritmo in questione, che noi chiamiamo Thor, è un sistema che opera sul Mini Nasdaq future, sessione cash: prende posizione alla rottura di due bande di volatilità, cercando di cavalcare l’eventuale movimento (rialzista o ribassista) che la rottura suggerisce.

Lo stop loss è rappresentato dalla violazione della banda opposta a quella che ha generato il segnale.

Se questo livello di stop non viene violato, c’è un uscita temporale, indipendentemente dal fatto che la posizione sia in guadagno o in perdita:

  • per le operazioni long, l’uscita temporale è prevista il giorno successivo (per assecondare il bias rialzista dello strumento);
  • per le posizioni short, l’uscita temporale è a fine seduta giornaliera.

Tutto coerentemente con la nostra filosofia operativa e su come intendiamo gli stop loss.

Cronaca di un disastro annunciato

Il 22 novembre Thor apre una posizione long a 16.755,75 punti. Il disagio è forte, come rappresentato dall’estratto della chat di Skype che ho con Luca.

Siamo trader sistematici automatici, ma ovviamente siamo anche esseri umani e la lettura del mercato rende questa posizione molto incerta.

D’altra parte, proprio perchè siamo trader sistematici, sappiamo che il nostro lavoro si basa sulla statistica, sulla sistematicità e sulla disciplina: se si comincia a spegnere/attaccare sistemi in base all’emotività, tanto vale fare i trader discrezionali.

Thor è in portafoglio per un motivo ben preciso; tocca quindi turarsi il naso ed affrontare quello che, nel bene o nel male, verrà.

Non sappiamo come andrà a finire l’operazione, abbiamo solo delle sensazioni; quello di cui siamo certi è che mettere mano in corsa, ad un portafoglio opportunamente validato, produce solo disastri…leziona ovviamente imparata sulla nostra pelle, anni orsono.

Ebbene, l’incubo prende forma: l’ingresso è sostanzialmente vicino a massimi di giornata; poco dopo il Nasdaq inizia a scendere, a scendere e a scendere ancora. Tenta un mini rimbalzo, ma sul finale sbraca e chiude la seduta sui minimi.

Dunque si va overnight; la notte si dorme tranquilli (=rassegnati), senza sperare. Perchè chi vive sperando, muore…

Il giorno dopo la posizione viene chiusa a 16.396,50 punti, realizzando una perdita di 7.185$ (a contratto mini).

Dal momento che la sfortuna non ha limiti, ecco che poco dopo l’uscita della posizione long, Thor apre una bella posizione short a 16.166 punti.

Lo short viene chiuso a fin seduta a 16.306,50 punti, realizzando una perdita di 2.810$ (a contratto mini).

Un bel trading nightmare, non c’è che dire!

Considerazioni Finali

I due stop loss realizzati sono stati pesanti da digerire.

Più a livello psicologico che a livello di impatto sui portafogli: ricordiamoci sempre che se un portafoglio è concepito in maniera robusta e ben diversificata, le perdite di un sistema dovrebbero essere compensate, in toto o in parte, nel breve o nel medio periodo, dai guadagni di altri sistemi su altri strumenti.

Inoltre vista la volatilità dello strumento in questione, il suo peso in portafoglio deve tenere conto del capitale globale investito, modulando la size (mini piuttosto che micro contratti) a seconda del buon senso e di quanto si vuole spingere con la leva (scontandone pro e contro).

Se i compiti a casa sono stati fatti bene (= costruzione e validazione del portafoglio), disciplina e pazienza sono imperative. Anche soffrire è d’obbligo, perchè, sarà duro da accettare, ma non si può guadagnare con costanza nel medio periodo, senza soffrire nel breve. Soprattutto se, come noi, si trada con logiche quasi tutte trend following.

Chi sostiene il contrario, o non hai mai tradato/investito sul serio (=con più di due spiccioli) o è in mala fede.

Detto questo, senza ombra di dubbio, si tratta dei due trades peggiori da quando abbiamo messo live il sistema anni fa.

Ma ne siamo poi così sicuri? Siamo certi che movimenti del genere siano anomali sul Nasdaq, nonostante i backtest ci suggeriscano di sì…?

Ne parliamo nel prossimo articolo: questo episodio di Trading Nightmare mi fornisce un assist pazzesco per un articolo di cui ho già in mente il titolo: “L’inganno dei Backtest sui Futures”…

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Lo studio dei mercati è un cammino senza un punto di arrivo: l’ingenuità degli esordi si arricchisce, prima di consapevolezza e conoscenza, poi di confusione e complessità. Solo il ritorno alla semplicità degli inizi, impreziosita dall’esperienza vissuta, consente di proseguire il percorso, consapevoli di non poter sapere mai del tutto cosa sia giusto fare, ma con la certezza di aver capito cosa sia sbagliato.

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