Proseguiamo con l’aggiornamento dei portafogli 2021.

Tuttavia, essendo il primo articolo del 2022, mi sembra d’obbligo esordire con i nostri migliori auguri: buon anno a tutti i lettori del blog!

Dove eravamo rimasti?

L’ultimo aggiornamento dei portafogli risale ad ottobre 2021, un mese decisamente buono che ci ha resi moderatamente ottimisti sull’ultima parte dell’anno che ancora doveva venire.

Novembre inizia sulla stessa onda di ottobre, con i portafogli che non solo guadagnano, ma realizzano quasi tutti nuovi massimi annuali.

Poi però qualcosa si incarta, il mercato inizia a lateralizzare, ma non solo: lateralizza con una volatilità molto forte, il peggio del peggio per trader essenzialmente trend following come siamo noi.

Basta analizzare l’andamento giornaliero del Nasdaq 100, nell’ultimo mese e mezzo dell’anno, per avere una fotografia della situazione che vale più di mille parole:

Per le nostre logiche la frittata è inevitabile e tant’è…qui sotto potete vedere i risultati degli due mesi dell’anno ed in generale del 2021:

Considerazioni sull’andamento dei portafogli nel 2021

Senza stare a girarci tanto intorno, il 2021, per le nostre logiche di trading, non è stato un buon anno.
Alcuni portafogli chiudono i dodici mesi in negativo; quelli positivi han comunque guadagnato sotto le aspettative; in generale i drawdown realizzati sono piuttosto alti. Delusione su diversi fronti, dunque!

Mio nonno diceva sempre che, nella vita, l’importante è cercare di essere i primi fra pochi.

Ebbene, ancora una volta, ci siamo riusciti.
Leggendo un pò in giro, credo che siamo gli unici trader italiani, del mondo, forse della galassia che quest’anno non si sono lautamente arricchiti. Pazzesco. Se ci fossero anche nel trading, come nel cinema, i Razzie Awards, noi quest’anno saremmo in lizza per il primo premio…sono soddisfazioni!

E questo ipotetico premio ha ancora più valore se si pensa che nel 2021 quasi tutti i principali indici azionari sono saliti senza troppi intoppi. Insomma era facile guadagnare quest’anno, lo dice anche il mio panettiere! Bastava comprare SPY oppure creare un lazy portoflio, uno di quelli che oggi van tanto di moda, e il gioco era fatto. Persino un etf che replica il nostro caro FtseMib avrebbe pagato.

Altro che trading, caspiterina, i mercati salgono sempre, ci si deve adeguare. Si fa un bel frullato di etf perchè l’ho si è letto su un articolo che citava Ray Dalio e via; oppure si fa un pò di stock picking sul Nasdaq, che problema c’è? E chi se ne importa del selection bias e di altri concetti noiosi, la Borsa regala soldi, è un bancomat, mi dicono…E se poi crolla tutto? Mi sono coperto col Vix, no, che poi è uno strumento facile facile, alla portata di tutti!

C’è una strana euforia nell’aria, noto. E quello che mi preoccupa è che, essendo sul mercato da vent’anni, ventuno per la precisione, questo tipo di atteggiamento mi pare di averlo già visto. Mi ricorda qualcosa…ma questa è un’altra storia, non divaghiamo.

Stupidaggini a parte, il 2021 è stato per noi un anno impegnativo, non tanto in termini di performance, ma di studi, analisi e consapevolezze acquisite.
In un certo senso si è compiuto un percorso di transizione, iniziato già un paio di anni fa, che ci ha portato a rivoluzionare i nostri approcci ai mercati, cercando di tagliare il superfluo per concentrarsi su quel poco che ancora ci pare abbia un senso.

E guardate che è non facile metabolizzare che determini approcci che un tempo funzionavano bene, oggi sono ormai obsoleti. O ancora che forse, se in passato si è riusciti ad essere molto performanti, è stato più per mera fortuna “di trovarsi nel posto giusto al momento giusto”. Arriva un momento in cui bisogna sforzarsi di essere onesti, smettere di credere all’isola che non c’è ed affrontarne le conseguenze.

Noi lo abbiamo fatto e siamo giunti a delle conclusioni che esporremo in un prossimo articolo relativo ai portafogli 2022. L’anno non è stato vano, anzi. Non possiamo sapere quello che ci aspetta, ma almeno siamo forti di alcuni punti fermi a cui siamo arrivati.

Ci sarà tempo per raccontare meglio, torniamo al 2021 e a quello che i risultati, brutalmente, ci suggeriscono; in ordine sparso:

  • Il fatto di essere sempre stati dei trader, rispetto a meri investitori, si riflette sui portafogli.
    Guarda caso l’High Risk, che è quello più linea con il nostro approccio naturale, è risultato il migliore, non solo in termini di rendimento, ma anche sotto il profilo rischio/rendimento. Alla faccia del nome!

  • Abbiamo ancora delle carenze nella composizione di portafogli che sulla carta dovrebbero essere meno aggressivi.
    L’Alpha Max (il più diversificato per eccellenza) e il Medium hanno sofferto non poco, segno che qualcosa non ha funzionato nella composizione ed attribuzione dei pesi.
    La diversificazione dell’Alpha Max ha permesso di contenere la volatilità (è il portafoglio con il drawdown annuale minore), ma è comunque una magra consolazione.

  • Sull’ XXS non mi pronuncio in quanto, essendo quello meno diversificato, per forza di cose è anche quello più volatile nei risultati di medio periodo.
    Se dovessi trarre una conclusione, forse direi che le logiche (e di conseguenza i trading systems che usiamo) mal si sposano con capitali ridotti.
    Forse il pensare ad un portafoglio via di mezzo tra trading/investing non funziona: o è una o è l’altra cosa, soprattutto in termini di rischio/rendimento.
    Con questo non voglio dire che 120.000€ non bastino per tradare un portafoglio di trading systems, solo che, se si vuole comunque perseguire un certo tipo di rendimento, occorre mettere in conto una maggior volatilità.

  • Riallacciandomi al punto precedente, forse è venuto il momento di scindere gli approcci:
    da un lato mantenere dei portafogli da trader (ne parleremo, come detto, nell’articolo di presentazione dei portafogli 2022) ;
    dall’altro dedicarsi a portafogli investing, di più ampio respiro, in modo da portare la diversificazione ad un livello più alto, quello di logica. Magari sarà il progetto a cui ci dedicheremo nel 2022, mentre i portafogli trading faranno il loro corso, nel bene o nel male.
    Le insidie nascoste sono molte, il rischio “fitting” è sicuramente più alto rispetto a quello dei portafogli trading, non di meno sarà un progetto stimolante da portare avanti!

  • Ancora una volta, il male di tutto, almeno dal nostro punto di vista, sono i futures.
    Dopo aver predicato in ogni dove la pericolosità di questi strumenti, ci siamo nuovamente cascati. Vada per dove non ci siano altre alternative per inserire elementi di diversificazione (vedasi commodity, obbligazionari), ma per il resto, utilizzare i futures, è solo un superfluo pericoloso.
    Nel nostro caso specifico, è stato un trading systems sul future del Nasdaq ad infliggere i colpi peggiori. Ne abbiamo già parlato in occasione della rubrica Trading Nightmare che potete recuperare qui: i due trade descritti nell’articolo e quelli che sono seguiti han generato circa il 50% del drawdown di fine anno. Decisamente troppo per un singolo trading system. E la cosa che fa riflettere è che in realtà, il DD generato dal sistema, non può considerarsi un cigno nero, a patto che si analizzi lo strumento in questione dal giusto punto di vista…e noi questi ragionamenti li avevamo fatti, ma poi l’abbiamo inserito nei portafogli lo stesso. Perchè? Incosciente avidità, punto. Approfondirò il tema in uno specifico articolo perchè credo sia di primaria importanza e meriti il giusto spazio, affinché il lettore possa comprendere appieno come dovrebbe (secondo noi) approcciare i futures (e magari portare così a casa la pelle, beneficiando dei nostri errori).

Bene, così è (se vi pare). Solo un ultima cosa…

Una visione più ampia del tutto

Come detto in altre occasioni, noi trader sistematici siamo soliti effettuare miriadi di studi e backtest, ragionamenti estenuanti ed analisi infinite.

Dopo aver risolto tutti questi cubi di Rubik, andiamo live a mercato e qui nasce un grosso equivoco: ci aspettiamo non solo di raccogliere i risultati del nostro duro lavoro, ma anche che questo avvenga nei tempi che noi vogliamo.
E se questo non succede diamo di matto, le ansie prendono il sopravvento, la voglia di rimescolare le carte si accentua, finendo per fare più danni che altro.

Peccato che il Mercato ha i suoi tempi e questi difficilmente coincidano con i nostri.

L’equity line di portafoglio dei nostri backtest, la curva che sale di quegli n gradi che ci confortano, è frutto magari di 10, 15, anche 20 anni. Se consideriamo il periodo complessivo, la curva è bellissima; ma la stessa, se la si osservasse con una lente di ingrandimento, sarebbe piena di fasi non proprio idilliache…

Ed ecco che cadiamo in una trappola mentale: da un lato siamo consci che nel lungo periodo il portafoglio, almeno nel backtest, genera profitto costante; dall’altro però, alla prima incertezza, dubitiamo del nostro lavoro e lo rimaneggiamo. Risultato: il portafoglio potrebbe anche comportarsi coerentemente con il backtest nei prossimi n anni, ma tanto noi non lo sapremo mai: l’avremo già modificato n volte, sulla base di quanto accade nel breve periodo!

Con questo non voglio dire che le cose siano immutabili e che una volta scolpito il portafoglio questo dovrà essere per sempre! Suggerisco solo che le eventuali modifiche dovrebbero partire più dalla logica con cui lo si ha costruito, che non dal mero discorso “ha guadagnato o ha perso”. E in ogni caso, le valutazioni dovrebbe avvenire dopo un tempo ragionevole, onde evitare di cadere nella trappola mentale sopra evidenziata.

Chi mi conosce sa che sono trader dal 2000, sistematico dal 2010. Luca Ronzan da ancora prima di me.
Tra alti e bassi siamo ancora qui. Magari, prima o poi, faremo un articolo sulle nostre equity line storiche reali, proprio per mostrare e commentare i risultati di una finestra temporale più lunga della media.

In questa sede, però, voglio mostrare solo quel minimo di finestra temporale che è stata documenta su questo blog, da quando abbiamo iniziato a scrivere.
I risultati che seguiranno sono tutti rintracciabili nei vari articoli che, mese dopo mese, abbiamo pubblicato: averli mostrati in massima trasparenza è un nostro piccolo punto di orgoglio che spero sia apprezzato dai lettori.

Dunque, ecco il riepilogo dei portafogli in questi due anni di vita del blog, come sempre al netto di commissioni e slippage.
Ricordo, per correttezza, che i risultati del portafoglio USA relativi all’anno 2020 sono conteggiati a partire da luglio 2020, essendo questo stato scolpito nel primo semestre dell’anno.

Considerazioni finali

  • I risultati del biennio rispecchiano le nostre aspettative, che ricordo essere del 20% medio annuo? La risposta è NI, già perchè normalmente ci si focalizza sulla cifra 20%, ignorando la parolina “medio”. Se consideriamo quindi il biennio, i risultati sono sotto le nostre aspettative. Nel lungo periodo siamo in linea con l’altalenarsi di anni più e meno prosperi.

  • In base alla nostra esperienza reale e permettetemi di sottolineare la parola “reale”, non sono i numeri da circo a pagare…è la longevità.
    Poi è chiaro che mi piacerebbe ogni anno guadagnare il 50%, ma se è per quello, mi piacerebbe anche giocare a tennis come Roger Federer…

  • Forse la propria natura andrebbe sempre assecondata…e la nostra natura è indubbiamente high risk… 🙂
Portfolio High Risk 2020-2021

Ancora buon anno a tutti e come sempre, buon trading!

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Lo studio dei mercati è un cammino senza un punto di arrivo: l’ingenuità degli esordi si arricchisce, prima di consapevolezza e conoscenza, poi di confusione e complessità. Solo il ritorno alla semplicità degli inizi, impreziosita dall’esperienza vissuta, consente di proseguire il percorso, consapevoli di non poter sapere mai del tutto cosa sia giusto fare, ma con la certezza di aver capito cosa sia sbagliato.

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4 commenti su “AGGIORNAMENTO PORTAFOGLI NOVEMBRE DICEMBRE 2021”

    • Ciao, ti ringrazio per l’apprezzamento. Intendo portafogli pensati per il risparmio, l’investing del buon padre di famiglia che, sfruttando la capitalizzazione degli interessi, ragiona sul lungo periodo e si prepara la pensione. Quindi un approccio completamente diverso, da affiancare ai nostri classici portafogli trading più aggressivi e rischiosi. Ne parleremo approfonditamente nel corso di questo 2022!

      Rispondi
  1. In spasmodica attesa degli articoli futuri promessi in questo 🙂
    Per il resto, sempre complimenti per l’onestà intelettuale del raccontare il vero, senza condimenti.

    Rispondi

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